di Sensei Alessandro Trolese
Sono passati 40 anni da quando i primi Maestri giapponesi giunsero in Europa per insegnare il karate. Da allora sono stati fatti passi da gigante nella tecnica marziale, ma anche nella conoscenza della cultura giapponese. Sono nate molte federazioni che hanno permesso a migliaia di persone di praticare il karate, rendendolo accessibile a tutti. Dobbiamo essere grati a quei maestri e dirigenti che hanno diffuso nel nostro continente il karate.
Ma se vediamo con l’occhio di oggi l’insegnamento di quei tempi ci accorgiamo che aveva, tra i tanti pregi, alcuni difetti: non esisteva un metodo didattico, l’allievo era tenuto in scarsa considerazione e trattato bruscamente. Solo i più motivati sono arrivati ad essere i maestri di oggi, ma avvertono un disagio profondo verso ciò che da quei tempi non è cambiato. Programmi di kihon avulsi dal kata, che insegna tecniche che non si usano nel kumite. Per non parlare delle gare ridotte a pura estetica (kata), od al solo gyaku tsuki (kumite).
I tecnici sono rimasti intrappolati nella visione tradizional dell’insegnamento e sono cresciuti privi delle nozioni che si devono sapere per insegnare altri sport. Nel campo delle arti marziali difficilmente troviamo corsi che comprendono materie quali anatomia, pronto soccorso CPR, fisica, psicologica, metodologia, didattica, ecc.. L’atteggiamento verso gli allievi cambia lentamente, mentre negli ultimi anni sono radicalmente cambiati i frequentatori delle palestre: ci sono più bambini, il numero delle donne è in costante crescita, quasi tutti posseggono un buon livello culturale. Ne consegue che il loro rispetto si conquista con l’atteggiamento, la cultura, la preparazione, l’efficacia.
Queste persone non vogliono diventare guerrieri, né subire una selezione da uomini duri. Vogliono tecnici preparati, che sanno perchè proporre un determinato esercizio o tecnica e qual è l’obiettivo finale della lezione. Ecco perchè da un po’ di tempo abbiamo cambiato i nostri programmi tecnici, studiando dei kihon del kata applicabili al kumite, insegnando i kata in modo diverso l’uno dall’altro, in quanto riflettono stili diversi di combattimento. In molti si sono avvicinati al nostro Centro negli ultimi tre anni, perchè stiamo riuscendo a dare una risposta alle aspettative dei praticanti, fornendo un insegnamento organizzato con un programma serio e moderno, con tecnici che seguono una linea comune.





